lunedì 8 febbraio 2010

Ciuri ciuri

Oggi vi presento una canzone tradizionale siciliana rielaborata da un gruppo ska molto carino che si chiama Roy Paci e gli Aretuska. La canzone si intitola "Ciuri ciuri"... secondo voi che vorrà dire? Se volete su youtube potete cercare una versione più tradizionale...


Una parola al giorno...

Le parole che propone oggi lo Zingarelli mi piacciono veramente e non sono nemmeno così strane. Insomma vi potranno tornare utili.
Vediamo un po'.
mingherlìno [ant. fr. mingrelin, dim. di mingre ‘infelice’, di etim. incerta ☼ av. 1565] agg.· Esile, gracile, delicato: un ragazzo m.
(fig.) Scarno, povero, debole: una teoria piuttosto mingherlina.
♣ ṣmìlzo [dall'ant. milzo, forse connesso con milza, con s- intens. ☼ 1541] agg.
1 Che ha corporatura magra, snella, sottile: un ragazzo s.
2 (est.) Breve, scarno: uno s. resoconto (lett., fig.) Inconsistente, esile: uno stile s.
Da noi in Sardegna per dire che una persona è mingherlina, si dice anche che è un zizì...come dire, una cosina da niente...
Smilzo io l'ho sentito anche come soprannome...

giovedì 4 febbraio 2010

Il Garibaldi innamorato

Per riprendere il tema di Garibaldi, vi dirò che a me piace un brano del 1987 che Sergio Caputo presentò al Festival di Sanremo.

Abituata alle lagne che normalmente si cantano al festival e che, vi assicuro, se state in Italia è praticamente impossibile non sentire, fa piacere ascoltare delle canzoni carine e originali...almeno secondo i miei gusti...

Buona visione!






martedì 2 febbraio 2010

È tornato Garibaldi

È da un po' di tempo che non metto qualche canzone e allora oggi, dopo aver parlato ieri con Gabriela, ho deciso di scegliere la canzone su Garibaldi di cui mi ha parlato. È del gruppo "Statuto" che fanno uno ska un po' demenziale (certo non sono dei cantautori, ma insomma ogni tanto...) e la canzone si intitola appunto "È tornato Garibaldi".
Conoscete qualche altra canzone che parli dell'eroe dei due mondi e perché Garibaldi era chiamato così?

Buon ascolto!

mercoledì 27 gennaio 2010

Una parola al giorno...

Le parole che lo Zingarelli ci propone oggi sono in totale sintonia con il tempo, visto che parlano del freddo, anzi, degli effetti del freddo... vediamole.
Assideràre [lat. parl. *assiderāre, comp. di ăd e sídusi, genit. sīderis ‘costellazione, clima, stagione’ ☼ 1353]
A v. tr. (io assìdero)
1 Esporre al freddo Gelare: il freddo ha assiderato le pianticelle.
2 (med.) Sottoporre ad assideramento.
B v. intr. (aus. essere) e assideràrsi v. intr. pron.
1 Intorpidire per il freddo.
2 (med.) Rimanere colpito da assideramento.
Assideraménto [av. 1597]s. m.· (med.) Complesso degli effetti dannosi causati dal freddo quando è superata la capacità di termoregolazione dell'organismo umano.
"L'escursionista che si era perso a causa della neve è stato ritrovato sano e salvo, ma con principi di assideramento"
"Mi sto assiderando....che freddo che fa!"

domenica 24 gennaio 2010

Una parola al giorno...

La parola di oggi è:
nitore♣ nitóre[vc. dotta, lat. nitōre(m) ‘splendore’, da nitēre ‘risplendere’. V. nitente ☼ 1499]s. m.1 Nitidezza e splendore: il n. della cucina pulita.2 (fig.) Chiarezza elegante: il n. della sua prosa.

SFUMATURE

nitore - forbitezza
Riferito a uno scritto o a un discorso, nitore ne descrive la chiarezza elegante, la limpidezza formale. Forbitezza è parola che esprime con enfasi maggiore il senso di una grande accuratezza formale, di una eleganza raffinata nello scrivere e nel parlare.

venerdì 22 gennaio 2010

Una parola al giorno...

Inauguriamo oggi una nuova rubrica: "Una parola al giorno".
Non si tratta di un'idea originale, nel senso che il merito è tutto dello Zingarelli, un importante dizionario italiano. Forse ad alcuni di voi l'ho già detto. È possibile ricevere tutti i giorni una parola (o un paio dello stesso campo semantico)con la corrispondente spiegazione.
Mi sembra molto utile per conoscere vocaboli nuovi o per ripassare quelli che già si sanno...
Insomma l'idea è questa. Ogni giorno io copierò la parola e la definizione qua sul blog. Il vostro impegno può essere quello di leggere semplicemente la parola o, meglio ancora, quello di scrivere una breve frase come esempio per dimostrare che avete compreso il significato della parola in questione. Che vi sembra? Ciò non vuol dire che lasceremo da parte altri post ed argomenti...



Iniziamo!!

♣ rossóre
s. m.
1 Colorito rosso assunto dalla pelle spec. del viso per pudore, vergogna, ira o rabbia: sentirsi salire il r. alle guance (fig.) Vergogna, pudore: uomo senza r.; non sentire r. Il r. è sparito dalla sua faccia, (fig.) non si vergogna più di niente.
2 (lett.) Colore rosso: un picciol fiumicello, / lo cui r. ancor mi raccapriccia (DANTE Inf. XIV, 77-78). SIN. Rossezza.

♣ erubescènza
[vc. dotta, lat. tardo erubescĕntia(m), da erubēscens, genit. erubescĕntis ‘erubescente’ ☼ 1354]
s. f.
· (lett.) Rossore causato da pudore, vergogna ecc.

♣ eritrofobìa
[comp. di eritro- e -fobia ☼ 1956]
s. f.
· (psicol.) Paura ossessiva di arrossire. SIN. Ereutofobia.


Come vi sembrano questi tre primi vocaboli? Il più comune, ovviamente, è il primo, gli altri li potete leggere per curiosità, mentre il primo sì che viene usato e che vi potrebbe servire...


Vi propongo un primo esercizio. Riuscite a spiegare le abbreviazioni?

s.m./fig./vc.dotta/lat.tardo/genit./☼ /lett./comp./s. f.