martedì 31 marzo 2009

Informazione urgente

Attenzione! Il Dipartimento di italiano, considerando la scarsa definizione dei livelli e i continui e ingiustificati cambiamenti (A, B, C), sta prendendo in seria considerazione l'ipotesi di non effettuare gli esami di giugno e di far ripetere l'anno prossimo gli stessi corsi come segno di protesta. Tuttavia, vorremmo conoscere la vostra opinione, pur conservando il dipartimento il diritto di prendere la decisione finale.


Ci dispiace e ci scusiamo per le molestie che questa situazione potrà arrecarvi, ma riteniamo che sia necessario per poter migliorare il servizio che vi offriamo.



martedì 24 marzo 2009

Vi va di andare al cinema?

25 marzo 2009, ore 20.00, presso Civican
Il primo dei film che vi proponiamo è "Il Divo" del regista Paolo Sorrentino. Io non l'ho ancora visto e sono molto curiosa. In Italia è piaciuto molto, l'attore è molto bravo e tocca dei temi che, beh, fanno parte della storia d'Italia.
Giulio Andreotti rappresenta nella storia italiana il Potere e dunque questo film è, in ultima analisi, un film sul potere. Mi riesce difficile spiegare così su due piedi chi è Giulio Andreotti. Vi dirò solamente che tutti i segreti d'Italia, tutta la storia dell'Italia repubblicana lo ha visto protagonista come primo ministro (per ben sette volte), ma anche come esponente di spicco della Democrazia Cristiana. Accusato di essere il mandante dell'omicidio di un giornalista che, se non erro, indagava sui suoi legami con la mafia, venne poi assolto (con uno dei soliti giochetti: assolto per ciò che avrebbe commesso a partire dal 1980, mentre le accuse degli anni precedenti erano cadute in prescrizione). È nato nel 1919 e adesso è uno dei senatori vitalizi. Da poco gli è stato chiesto se si porterà nella tomba tutti i segreti della storia repubblicana (tentativi di colpo di stato, strategia della tensione e collusioni con la mafia) e ha risposto che quei segreti li svelerà solamente al Signore!
Per farvi conoscere il vero Andreotti vi lascio un video tratto da un programma domenicale, nel quale, durante l'intervista, il senatore rimane completamente assente...

Ma non fatevi ingannare...non è per niente simpatico...

27 marzo 2009, ore 20.00 presso Civican

Il secondo film, invece, si intitola "Caos calmo" del regista sassarese (ossia della mia città) Antonio Grimaldi. Il protagonista maschile è Nanni Moretti (se non lo conoscete vi consiglio i suoi film come regista) e il film in Italia ha raccolto pareri contrastanti. Non posso aggiungere altro perché non l'ho ancora visto, ma spero di poter aggiungere presto le mie impressioni... Vi lascio il trailer e poi mi direte...


lunedì 16 marzo 2009

Corto circuito (99 Posse)

Continuiamo il viaggio alla scoperta della musica italiana (quella che mi piace...). Questo gruppo si chiama 99 Posse. Sono napoletani e spesso e volentieri cantano in dialetto. La loro canzone più famosa si intitola "Curre curre guaglio'" ("Corri corri ragazzo"). Sono nati all'interno di un centro sociale (gaztetxe) di Napoli (Officina 99) all'inizio degli anni '90 e sono diventati subito uno dei gruppi più importanti di un determinato tipo di musica in Italia.
Questa canzone è in italiano ed è un po' più lenta. Spero che la possiate capire. Comunque vi allego il testo...


Il mio problema è che/sono incontentabile/non mi sta mai bene niente/dice la gente/ ma in questi anni ho imparato/che anche ciò che mi è dovuto/nessuno lo darà mai per scontato/io voglio tutto anche l’impossibile/io voglio tutto ma sarò implacabile/io voglio tutto anche l’impossibile/io voglio tutto ma sarò implacabile/ Quello che penso così in un momento/è in corto circuito con quello che sento/Quello che penso così in un momento/è in corto circuito con quello che sento/ Mi capita ogni giorno appena sveglio/mi sento le vocine nel cervello:"prendilo-giralo spostalo-ammazzalo" neh ué!/non so neanche se parlano di qualcun altro o parlano di me/e qualora così fosse resterebbe da capire se ce l’hanno con me stesso zero uno due o tre,/siamo in tanti e la capa di morto è piccola/la gente mormora ed io sento le vocine nel cefrone ogni mattina/e me mettesse na cravatta cu ’e palline/o cazone e na giacchetta blu marine/e ntunate cu scarpine marruncine’e cazette ’e seta fina/e po’ facesse na rapina/int’a nu grande magazzino/Quello che penso così in un momento/è in corto circuito con quello che sento/ Quello che penso così in un momento/è in corto circuito con quello che sento/Nel tempio maledetto della mia memoria/ci sono alcuni punti oscuri che non ho sbrogliato ancora:vortici, buchi neri nel mio passatoche cancellano, risucchiano tutto ciò che è stato./C’è una parte di me che sa benissimo cosa è successo/l’altra fa finta di niente per poter vivere lo stesso/ma guarda un po’ che fatto strano/quali mostri è in grado di creare il cervello umano/mi sembra di vedere dottor Jekill arrivare da lontano... vuole la mia mano?/La realtà è evanescente e come lei niente/ma i sentimenti restano condensati dentro l’aria/come nuvole che attendono di partorire, gravide/come il mio passato, e qui mi perdo ma una cosa resta:/io preferisco il cuore alla testa/Quello che penso così in un momento/è in corto circuito con quello che sento/Quello che penso così in un momento/è in corto circuito con quello che sento /Il maniaco depresso, l’ingrippato/che io stesso ultimamente credo d’esser diventato/abituato al compromesso’o vattesse’o sparasse/e zittu zittu l’atterrasse/il fottuto controllore di me stesso/confesso:se la vita fosse un treno dovrei fare il biglietto guaglió/però i contanti non ce li ho/e voglio pure un posto in prima sopra al treno della vita/mo’ te dico tutte cose int’a na vota:’o bbiglietto nun ’o tengo’a ccà ncoppa nun me ne scengo/e nun tengo documento: perduto/e si mo’ vaie a chiammà ’e gguardie, l’abboffo ‘e mazzate/che almeno abbascio ’e ccelle se mangia cucinato he capito?/Ah, me só sfugato/Quello che penso così in un momento/è in corto circuito con quello che sento Quello che penso così in un momento/è in corto circuito con quello che sento

giovedì 12 marzo 2009

Informazione?

Nel post sulle centrali nucleari abbiamo iniziato a discutere di informazione/disinformazione in Italia, ma non solo. Credo che il dibattito stia prendendo una piega (ohi ohi un'altra espressione fatta!) molto interessante e ho quindi deciso di riprenderla con un nuovo post.
Come esempio di quel che è l'informazione in Italia oggi, vi presento un video che è tratto da un servizio del programma "Le Iene" (qua sarebbe Caiga quien caiga) che riprende una presunta indagine del telegiornale su Venezia e che....ma non voglio raccontarvi troppe cose...guardatelo e poi lo commentiamo insieme...

A tavola il falso è servito

Guardate che notizia ho trovato stamattina su "La Repubblica"....curiosa no?
Il "falso culinario" non prospera soltanto all'estero ma guadagna spazio anche nelle cucine dei ristoranti italiani. Si sa che il Parmesao brasiliano, il Regianito argentino, il Parma Ham e il Daniele Prosciutto americani, l'Asiago del Wisconsin, la Mozzarella di Dallas e il Danish Grana danese hanno conquistato i mercati tanto da valere, i "falsi", 50 miliardi di euro rispetto ai 20 miliardi dell'export agroalimentare autenticamente italiano. Ma adesso si scopre che il "falso" tocca pure le ricette tipiche del nostro patrimonio gastronomico.
Una ricerca promossa dall'Accademia Italiana della Cucina in collaborazione con il Comando carabinieri della salute (i Nas) rivela che su 530 segnalazioni di veri e propri "falsi culinari" - piatti che hanno un nome preciso ma sono preparati secondo ingredienti e procedimenti non canonici - ben 360, oltre il 70%, sono realizzati in Italia. Le ricette canoniche, invece, sono le 2000 catalogate nel ricettario nazionale dell'Accademia Italiana della Cucina.
È vero che il filtro degli accademici è piuttosto severo, tanto da bollare come eterodossa parte delle esperienze della "nuova cucina italiana", quella degli Alajmo, dei Bottura, degli Scabin o dello stesso Vissani. Ma è indispensabile ricordare che, per esempio, la carbonara e l'amatriciana richiedono il guanciale e non la pancetta (peggio se affumicata), né il prosciutto o la salsiccia, che il pesto non è pesto senza pinoli, che le lasagne alla bolognese escludono le sottilette, la mozzarella e la panna, che la cotoletta alla milanese non si deve fare con la carne di maiale né con quella di tacchino e si cuoce nel burro, che un vero risotto non si potrà mai confezionare con un riso cinese e nemmeno con un riso parboiled e non prevede la presenza della panna.
E invece nel volumetto "Il falso in tavola. Una mistificazione da conoscere e contrastare", tutte queste deviazioni sono documentate. "Non vogliamo suscitare allarmismo e un piatto frutto di una ricetta falsificata non è pericoloso per la salute ma può esserlo per quella della gastronomia nazionale", sostiene Giovanni Ballarini, presidente dell'Accademia Italiana della Cucina. Certo, applicata alla lettera, la "lezione" dell'Accademia sarebbe vissuta come una camicia di forza dagli eccellenti cuochi innovatori, dai cultori della "fusion" intelligente. In realtà è un richiamo, che fa bene a tutti, alla verità e all'identità dei piatti regionali. Aggiunge Ballarini: "Definito il "modello" di un piatto attraverso i prodotti e i procedimenti, di questo piatto sono lecite diverse interpretazioni, secondo la fantasia e la sensibilità di chi lo realizza. Ma sui fondamentali non ci possono essere equivoci e inganni"

L'avete letta tutta quanta? Bene, adesso vorrei che la commentaste soffermandovi su vari aspetti:
1. Siete dei puristi (o delle puriste) della cucina?

2. Vi piace provare piatti nuovi o inventare nuove ricette?

3. Avete mai mangiato un piatto che vi ha deluso?


4. Adesso che avete risposto a queste domande voglio che cerchiate tra le notizie dei quotidiani italiani e scegliate quella che vi sembra più originale o più curiosa e che la presentiate al resto della classe motivando la vostra scelta. Ricordate di usare i connettivi testuali per elencare le vostre opinioni. Mandatemi la notizia per email e la pubblichiamo insieme al vostro commento in un nuovo post.

Itinerario turistico


Abbiamo appena visto l'imperativo. In classe abbiamo letto degli itinerari tutistici di Roma pensati per chi non conosce la città e per chi, invece, la vorrebbe riscoprire. Vi chiedo di fare la stessa cosa. Per semplicità ho pensato a Pamplona, che è la vostra città, ma se volete scegliere un altro posto siete liberi di farlo.

L'esercizio è questo:

"Organizza due itinerari turistici nella tua città o in una città che conosci bene. Il primo per un turista che non conosca la città e il secondo per chi invece la conosce già".




mercoledì 11 marzo 2009

Riassunto delle puntate precedenti (Primo anno)

In questa nuova sezione voglio fare un breve ripasso degli argomenti (culturali e grammaticali) che abbiamo visto fino ad ora.
L'obiettivo è duplice:
1. Permette a chi non ha potuto frequentare di non perdersi per il cammino
2. Serve da ripasso e da controllo anche per chi è venuto a lezione.
Ogni volta che vedrete questa immagine vuol dire che il post fa un riassunto degli ultimi argomenti trattati in classe, con delle spiegazioni e dei piccoli esercizi. Vi invito a utilizzare questa sezione in maniera attiva, esponete i vostri dubbi, le vostre perplessità e provate ad aiutare e a collaborare con i vostri compagni.


Dopo l'unità sul tempo libero e quella dell'albergo, abbiamo iniziato la sesta unità "In giro per l'Italia". A livello grammaticale, gli argomenti più interessanti sono:
  1. Il "ci" locativo. A che cosa serve?
    Osservate questo breve dialogo:
  • Ciao Luca. Domani vado a Roma.
  • Che bello! Io ci vado ogni estate.

Che cosa sostituisce la parola "ci"? In italiano avete bisogno di inserirla se non volete ripetere il posto di cui si sta parlando.

Avete capito? Provate a fare un breve esempio come il dialogo che ho scritto io.

2. Ripasso del plurale e concordanza tra articolo; aggettivo e nome.

Vi ricordate gli articoli indeterminativi? Qual è la loro forma al plurale? Si formano con la preposizione "di" con il corrispondente articolo determinativo al plurale:

  • di+i ---> dei
  • di+gli ---> degli
  • di+le ---> del
Se dovete fare il plurale di una frase come questa: "a Roma c'è una chiesa interessante" come procedete? Trasformate al plurale ogni elemento, seguendo le regole del gruppo cui appartiene. Mi spiego meglio. Ricordate qual è il plurale delle parole (maschili e femminili) che al singolare terminano in "-e"?
Vediamo: "a Roma ci sono delle chiese interessanti"

Provate a fare il plurale delle seguenti frasi:

  • A Padova c'è un'università molto antica
  • Una grande piazza
  • Un piccolo paese
Per risolvere in maniera esatta il compito, dovete ripassare la formazione dei plurali.
Facile, no?

martedì 10 marzo 2009

I gesti degli italiani

Con i ragazzi e le ragazze del secondo avanzato abbiamo lavorato un po' il tema dei gesti italiani. Dico un po' perché sono talmente tanti e cambiano da zona a zona che sarebbe difficile poterli spiegare tutti quanti.
In attesa di una piccola sorpresa, pubblico un video che abbiamo visto in classe e che mi sembra carino perché può riassumere come gli stranieri vedono l'esagerata gestualità del Belpaese...
E voi che ne pensate? Conoscete qualche gesto made in Italy? Ma qua si gesticola?

giovedì 5 marzo 2009

Pizza o non pizza?


La fatidica data si avvicina, di quale data parlo? Ma del 13 marzo, cioè il giorno della prima uscita collettiva della classe 1ªD (certo che siete goderecci!)...

Allora, ricordo, spero di non sbagliarmi, i posti proposti e poi ognuno dice la sua e fissiamo l'appuntamento finale. D'accordo?

1. Cantinetta
2. Vecchia Roma
3. La trattoria

Ne dimentico qualcuno? E a che ora?